IL NOSTRO GUESTBOOK:           [27/10/2016] Sergio: Un'altra estate è passata e con essa le mie vacanze a Laigueglia. Speriamo di rivederci l'anno prossimo, sempre bella e incantevole come sei, Laigueglia!           [26/04/2016] Giovanna: Sempre ottime le vostre frittelle!!! Le ho gustate con piacere quando sono venuta per la Festa di Primavera!           [17/04/2016] Marco: Grazie per tutto quello che fate! Le bellissime manifestazioni sono organizzate sempre alla perfezione!           [10/07/2014] Alessia: Non vedo l'ora di trascorrere le mie vacanze a Laigueglia!!!           [16/03/2014] Orietta: Grazie alla Pro Loco di Laigueglia che organizza manifestazioni di ogni genere con tanto impegno e fatica. Qualche gelato in meno per un'offerta in più è il minimo che si possa fare per sostenerli!!!          |||    LEGGI ALTRI COMMENTI |||    SCRIVI UN MESSAGGIO |||
 
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La Chiesa di San Matteo è uno dei capolavori religiosi del tardo barocco ligure, divenuta parrocchia nel 1531. L'edificio originario fu ampliato all'inizio del XVIII secolo, con la trasformazione del corpo centrale in pianta ottagonale e in seguito ulteriormente modificato nella forma attuale a croce greca. Ai lati della facciata spiccano i due campanili, di altezze volutamente differenti: il campanile di ponente (m. 43,6), costruito grazie all'obolo dei pescatori, è più elevato rispetto al campanile di levante (m. 43), eretto a spese dei Patroni, per dare maggiore evidenza alle offerte dei meno abbienti.
Alla fine del XVIII secolo le pareti interne furono decorate con stucchi e sulla volta a cupola venne realizzato l'affresco "La Gloria di San Matteo" attribuito a Tommaso Carrega e successivamente furono acquistati da diverse chiese genovesi sconsacrate altari, marmi e quadri. Tra le altre opere degne di nota, la pala dell'"Assunta" del genovese Bernardo Strozzi e il dipinto "Pentecoste" di Castellino Castello.

Annesso alla chiesa parrocchiale, si trova l'Oratorio dei Disciplinati di Santa Maria Maddalena, costruito nello stesso luogo dell'antica sede della confraternita dei Disciplinati, dove si possono ammirare un crocifisso del XVII secolo con ornamenti in argento, una cantoria lignea del XVIII secolo e due file di panconi laterali originali del XVII secolo, restaurati insieme agli intonaci nel 2012.

La Chiesetta dell'Immacolata Concezione fu fatta costruire nel 1661 da Giulio Cesare Preve e completamente restaurata tre secoli più tardi. Sul muro esterno rivolto al mare è ancora visibile una preghiera in versi del poeta savonese Gabriello Chiabrera: "In mare irato, in subita procella, invoco Te nostra benigna stella". In questa cappella sono custoditi numerosi ex voto di naviganti e pescatori laiguegliesi che vi si recavano a pregare prima di affrontare un viaggio in mare.

Il Santuario delle Penne è posto sulla sommità di Capo Mele, il promontorio che più si spinge in mare dell'intera costa ligure e il punto più vicino alla Corsica, distante da qui 140 km. Il santuario prende il nome dall'incisione "Nuestra Señora de la peña" alla base di un'antica statua della Madonna portata dagli emigranti catalani pescatori di corallo presumibilmente nella seconda metà del '600. La scritta, in catalano, significa "Madonna della Roccia" ma nel corso dei secoli il nome venne storpiato in "Madonna delle Penne". L'affresco "La Madonna dai Grandi Occhi" dipinto sul lato che guarda il mare veglia sui marinai e i naviganti, infatti anche qui si trovano quadretti ex voto di marinai per grazia ricevuta. (Il Santuario è visitabile ogni Sabato di Maggio e ogni primo Sabato del mese da Giugno a Settembre.) www.sanmatteolaigueglia.it.

Uno dei simboli di Laigueglia è senz'altro il torrione di difesa a pianta circolare, detto anche "Bastione del Cavallo", eretto sulla riva del mare per proteggere il paese dalle scorrerie dei pirati turchi e utilizzato in seguito come carcere e lazzaretto per i malati in quarantena. L'edificio fu costruito nel XVI secolo e si può considerare il più antico di Laigueglia.

Il "Palazzo Semeria" che si affaccia sul budello ha dato ospitalità la notte del 14 febbraio 1814 a Papa Pio VII di ritorno a Roma da Avignone, liberato dalla prigionia a Fontainebleau imposta nel 1812 da Napoleone, dopo la sconfitta di quest'ultimo a Waterloo.

Proseguendo verso ponente nel budello troviamo il monumentale "Palazzo Musso", che è stato residenza ed atélier dei pittori della famiglia.

Lungo via Badarò incontriamo la "Palazzina", residenza dei Preve, noti armatori dei tempi passati, che reca sull'ingresso la scritta "Dulcis amor patriae"

Un altro palazzo degno di nota è l'ex "Palazzo Rosso", che ospitò nel 1796 Napoleone durante la campagna d'Italia.

   
 
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